il fotografo deve mettere se stesso e la sua creatività al servizio della coppia e non il contrario

Reportage, storytelling, real wedding, pose. Tutte parole che ormai fanno parte del linguaggio comune quando si parla di fotografia di matrimonio. Il mercato, specialmente quello web, ha portato una serie di cambiamenti nel settore, alcuni importanti ma altri a mio giudizio utili solo a creare confusione alle coppie che devono scegliere un professionista a cui affidarsi. Spesso quando ricevo una coppia per mostrare il mio lavoro, mentre cerco di raccontare il mio modo di vedere e concepire il racconto fotografico, ascolto la solita domanda “tu fai pose o reportage?” Anche se per educazione non si dovrebbe rispondere ad una domanda con un’altra, chiedendo scusa rispondo “ma per voi cosa si intende per reportage?”.
So bene che posso sembrare provocatorio ma posso assicuravi che la maggior parte delle coppie non ha un idea chiara di cosa sta chiedendo.
Loro confondono reportage con racconto. Concetti che possono essere legati ma non sono esattamente la stessa cosa.
Possiamo affermare che il reportage è anche un racconto ma ragionando in modo inverso il risultato non è uguale. Il reportage è un racconto “giornalistico” legato alla documentazione oggettiva. Il racconto fotografico invece, pur essendo sempre legato alla narrazione di un evento, può anche avvalersi dell’intervento personale del fotografo, che può influenzare e intervenire in modo diretto sulla creazione di determinate immagini.
Se ragioniamo bene sul matrimonio ci rendiamo conto che il fotografo deve raccontare e non documentare, e nel suo lavoro non devono mancare, emozioni, episodi reali, location, abiti, sentimenti, persone, pure estetica, rito.
Questa è la mia idea di racconto fotografico matrimoniale, un cofanetto che contenga tutto!
In cui gli sposi possano rivivere la loro giornata in tutti i suoi aspetti, da quelli di vita reale (frenesia, gioia, pianto, allegria, affetti) a quelli descrittivi (abiti, location, dettagli, addobbi, mood) fino ad arrivare a quelli puramente estetici (un bel ritratto singolo o di coppia) perchè non dimentichiamo mai che la coppia vuole vedersi bella!
Spesso si vedono in giro per la rete immagini fotograficamente perfette ma legate soprattutto alla pura esaltazione estetica del fotografo, immagini che non hanno nulla a che fare con la coppia e il loro rapporto. Queste immagini pur essendo bellissime, non contengono quello per cui un’immagine di matrimonio viene creata. Il rapporto, il legame fra due persone.


In conclusione, la scelta di un fotografio di matrimonio dovrebbe essere basata principalmente sul modo in cui concepisce il racconto, indipendentemente dal modo in cui lo chiama.

@Rappastudio

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