“Vi sono dei luoghi magici che meritano di essere contemplati e rappresentano un ponte fra il visibile e l’invisibile.”
Paulo Coelho

In Sicilia, fra le molteplici meraviglie naturali presenti, c’è un posto unico, un luogo magico vicino al cielo. l’Etna o come lo chiamano “a muntagna”. Visitarlo è un’esperienza difficile da spiegare, più vai in alto più il paesaggio muta, ti senti addirittura in un pianeta diverso, l’aria, l’odore i colori sono incredibili. Ovviamente la passione per la fotografia amplifica la voglia di visitare questi luoghi, la possibilità di raccontare e interpretare attraverso le immagini l’amore per la natura.
Amare la natura è fondamentale per vivere a fondo un luogo. Da tanto tempo avevo in mente di visitare l’Etna, e finalmente insieme a due carissimi amici il 04 luglio 2016 abbiamo deciso di organizzare una serata fotografica in quota. Non avevamo mai avuto esperienze in montagna ,e come abbiamo scoperto dopo, abbiamo commesso errori logistici. Troppa attrezzatura fotografica dal peso eccessivo. Iniziando la scalata a piedi, subito il peso sulle spalle si è fatto sentire. Dopo non so quante pause, ma sempre con lo spirito che non ci faceva mollare, siamo arrivati in una piccola valle dove abbiamo deciso di fare il campo base. Una volta sistemati i zaini abbiamo potuto rilassarci e goderci il panorama mozzafiato. Io personalmente sono rimasto vari minuti in silenzio a contemplare ciò che avevo di fronte. Ancora ricordo i pensieri e le sensazioni che provavo. La giornata continuava fra passeggiate, conversazione e attesa per iniziare a fotografare. Ad un certo punto arrivò il buio e come d’incanto il cielo, prima nero, si illuminò con un infinito numero di stelle. Non so chi di voi abbia visto il cielo di notte al buio ma io non avevo mai assistito a nulla del genere!!! Avete mai pensato quante stelle ci sono? Dopo qualche minuto passato sdraiato per terra a godermi il cielo ho iniziato a preparare tutto per iniziare a fotografare, iniziò la caccia alla via lattea. Una sessione fotografica fantastica. La serata si concluse presto a causa del freddo e iniziammo la discesa verso le automobili. Ma quello fu soltanto un primo flirt, ormai era scoccata la scintilla, i crateri in lontananza sembravano dirmi “a presto”. Passò infatti circa un anno e il 31 agosto 2017 tornai alla mia cara “muntagna”. Questa volta però andai con un tour organizzato fino a quota 3000. Ancora un volta il grande vulcano mi sbalordi con le sue bellezze!! Mi sentivo veramente su Marte, le rocce nere e fumanti, i piedi riscaldati dal calore della terra, tutto era strano ma affascinante. Questa volta portai con me solo due fotocamere, attrezzature minime per spostarsi tranquillamente. Avevo già in mente cosa fare e come fotografare ma giunto sul luogo mi accorsi che quello che stavo fotografando era la classica cartolina, bella ma non diceva nulla. Forse ero come un ragazzo innamorato, in ogni modo la sua ragazza è la donna più bella che ci sia. Per fortuna il fotografo che c’è in me prese il sopravvento su ragazzo innamorato e capì che dovevo cambiare completamente approccio. Con me avevo anche una fotocamera modificata per la fotografia infrarosso. Iniziai a scattare e subito mi resi conto di aver trovato la chiave giusta. Fotografare in infrarosso è basato soprattutto sulla capacità di saper previsualuzzare il risultato finale. Le rocce colore rame, il cielo blu, il fumo bianco, i turisti che giravano, tutto faceva parte di un quadro. Scattai non tantissimo ma pur non vedendo subito le fotografie finali ero sicuro di aver fatto bene. Ero felice perché avevo unito due miei amori, la fotografia e la natura. Dopo circa 6 ore iniziammo a scendere e quella fu la parte più brutta della giornata. Ma anche questa volta non fu un addio ma un arrivederci, presto salirò ancora sul grande vulcano, questa volta nel suo cuore in cima. Dopo un paio di giorni mi trovavo davanti al PC a lavorare le fotografie, per pura curiosità navigando in rete mi ritrovai davanti il sito di National Geographic Italia, si parlava del concorso fotografico ancora aperto per pochi giorni. Non so cosa mi prese ma per istinto presi alcune foto, le ottimizzai e le invia al concorso. Passarono i giorni e non pensavo più al quelle foto inviate, be’ un giorno squillo il telefono, era un redattore della rivista che mi cimunicava che una delle mie fotografie era stata presa in considerazione per la vittoria finale. Una mia foto possibile vincitrice del concorso National geographic!!!! Non potevo crederci! Alla fine arrivò la comunicazione ufficiale, secondo posto nazionale! Grandissima felicità è soddisfazione. Questo era il regalo che il giovane innamorato aveva ricevuto dalla sua montagna!

Rappastudio

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